Valentina Vladimirovna Tereshkova

 

La questione della donna-astronauta

 

 

Yuri Gagàrin

La storia inizia il 12 Aprile 1961 quando Yuri Gagarin volò per la prima volta nello spazio seguito il 6 Agosto da Gherman Titov.

Allora non c’erano ancora donne fra i candidati cosmonauti nel progetto spaziale sovietico e nemmeno nel progetto Mercury, americano.

Solamente Nikita Khrushchev aveva approvato il progetto degli scienziati sovietici di mandare entrambi i sessi nello spazio, per esaminare la risposta dei diversi organismi, ma fino ad allora nulla si muoveva a livello pubblico negli USA; qualcosa però stava accadendo a livello privato.

 

 

Nel febbraio del 1960, uno dei medici della NASA del progetto Mercury, Randolph Lovelace, aveva avviato il progetto “Pensacola”.

Questo progetto finanziato da Jackie Cochran, avrebbe dovuto dimostrare la capacità delle donne di sopportare i viaggi spaziali e rimediare al progetto Mercury che aveva escluso le donne.

Nel New Mexico 25 donne pilota tra i 20 e i 40 anni furono sottoposte agli stessi test superati dai candidati uomini del progetto Mercury.

I test furono completati nel 1961 con risultati eccellenti, talvolta superiori a quelli ottenuti dagli uomini.

 

 

Jackie Cochran

 

 

 

"The Mercury 13"

 

 

 

Le 13 donne promosse furono presentate alla stampa e alla NASA che chiamarono il progetto “Mercury 13” (per distinguerlo dal “Mercury 7” maschile).
Ma poiché le donne non erano militari e non avevano esperienza sugli aerei a reazione, furono escluse dal progetto spaziale, e il governo USA si oppose al proseguimento del programma.
Nel Luglio del 1962, la candidata più promettente, Jerrie Cobb, fece un ultimo tentativo disperato di mobilitare l’opinione pubblica e organizzò un dibattito al Congresso.
Fu inutile: contestato da Johm Glenn e Scott Carpenter del “Mercury 7”, il progetto Pensacola fu definitivamente insabbiato.

In URSS, dopo il fallimento americano di Pensacola, mandare una donna nello spazio assunse anche un valore politico/simbolico, oltre che scientifico.
Alla chiamata di Khrushchev, risposero moltissime donne. Fra queste, nel Marzo del 1962 furono selezionate 5 candidate civili tra i 20 e i 28 anni. Tutte praticavano paracadutismo dilettante.
Si chiamavano: Irina Solovyova, Valentina Ponomaryova, Zhanna Erkina, Tatiana Kuznetsova e Valentina Tereshkova.

 

 

Le 5 candidate furono sottoposte a un durissimo addestramento teorico, pratico e fisico in una missione top secret, così segreta che la madre di Valentina venne a sapere dalla radio che sua figlia si trovava nello spazio.

Quando Tereshkova fu selezionata nel 1962, fu la prima persona ad essere scelta per il programma spaziale senza avere nessuna esperienza come pilota. La scelta fu fatta solo in base alle sue doti di paracadutista. Valentina dovette imparare a pilotare una navetta spaziale nei pochi mesi di addestramento.

Solo al termine della sua avventura spaziale Valentina, poté completare la sua formazione. Infatti solo nel 1969 si laureò, con il massimo dei voti, all’Accademia Militare Aeronautica Zhukovskiy.

 

 

Valentina Tereshkova

 

 

 

Tatiana Kuznetsova a sinistra e Valentina Tereshkova a destra

 

 

 

Prima di iniziare la vera missione orbitale, gli scienziati sovietici sottoposero le candidate a due viaggi spaziali simulati di 6 e 12 giorni, utilizzando dei modelli perfetti delle navicelle Vostok.

L'esperimento ebbe esito positivo e così si iniziò la vera missione orbitale il cui obiettivo principale era quello di verificare se la donna può affrontare il cosmo come aveva fatto l'uomo.

Grazie ai primi cosmonauti (uomini e animali) si cominciavano a prendere coscienza degli effetti negativi della mancanza di gravità sugli esseri viventi. La maggiore preoccupazione era in questo caso per il sistema riproduttivo femminile, preoccupazione che poi si rivelerà infondata, come vedremo.

 

 

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